TRACCE

TRACCE
Tracce di ritorno al futuro

12 novembre – 3 dicembre  2016

La pittura oggi è diventata un elemento all’interno di un contenitore chiamato arte, dove al suo interno ci troviamo di tutto. Questo ha comportato un allontanamento da ciò che noi consideriamo la pittura in quanto tale. Da qui l’idea di un ritorno ai concetti delle avanguardie artistiche del ’900 e alle motivazioni che rivoluzionarono la pittura verso il futuro, che, partendo da Kandinsky,     in una continua e costante evoluzione ci portano a Pollock; grazie all’energia di Pollock e degli irascibili della Scuola di New York, che seppero reinterpretare la tela non più solo come spazio per esprimere il loro pensiero, ma la tela come spazio d’azione per la loro libertà individuale di uomo-artista. Le personalità di Jackson Pollock, Willem de Kooning, Mark Rothko, Robert Motherwell, ci hanno insegnato nuovi linguaggi per esprimere nuovi concetti. Pensiamo che la pittura, oggi, abbia ancora molto da offrire nella ricerca di nuovi e personali linguaggi, rivolti a quella idea di pittura conosciuta sopratutto con il nome di astrattismo.

Franco Sergio Bianchi osserva la realtà per trasferirla nei quadri destrutturata e quindi ricomposta in forme bidimensionali, che assecondano la necessità di immagini innovative, negli aspetti di una composizione equilibrata, simmetrica ed armonica.
Questa scelta si unisce nella nuova resa formale alla rinuncia al richiamo della profondità; inoltre Bianchi assegna al colore il compito di variare e di concentrare la sua energia. Il cromatismo scandisce con sicurezza il lievitare di forme più chiare e l’accentuarsi del colore.
Da qui i blu notturni posti accanto a dolci verdi che s’incardinano nella composizione alla centralità del rosso. In altri lavori entrano connessioni di forme in espansione, dal cromatismo azzurro e blu, che paiono muoversi lungo direttrici ad interpretare, da artista veneziano, probabili movimenti di cielo o delle unità marine.

 

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