Casanova Sorolla

Quando la speranza danza

A cura di Matilde Nuzzo e Robert C. Phillips

20 giugno – 16 luglio 2026
da martedì a sabato, 10:00-13:00 / 14:00-178:00
vernissage: sabato 20 aprile ore 17:30
talk e performance dell’artista: ore 18:00

Dal 20 giugno al 16 luglio 2026, presso ArteSpazioTempo Campo del Ghetto Novo, a Venezia è allestita la mostra personale dal titolo “Quando la speranza danza” di Casanova Sorolla, a cura di Matilde Nuzzo e Robert C. Phillips.
Il vernissage si terrà sabato 20 giugno 2026 a partire dalle ore 17:30. Nel corso della serata inaugurale, alle ore 18:00, è previsto un talk seguito da una performance site-specific dell’artista.

Il progetto espositivo nasce da una domanda silenziosa: “Cosa rimane quando il gesto si compie e il silenzio riprende il suo posto?”
Quando la speranza danza propone una serie inedita di opere dell’artista Casanova Sorolla, con cui fonde performance, fotografia e pittura, portando sulla tela l’invisibile: il peso del viaggio e la leggerezza del sogno di un gruppo di giovani migranti. Attraverso performance improvvisate, accompagnate dalle musiche tradizionali dei paesi d’origine dei migranti, la tela diventa sismografo di vite in movimento e lo spazio espositivo si trasforma così in luogo di incontro dove chi osserva si rende disponibile ad essere toccato dalla forma dell’istinto, del ricordo e dell’emozione, da qualcosa che già abita, in silenzio, le zone più appartate di sé. La ricerca di Casanova Sorolla si muove in questo territorio di passaggio tra il corpo e l’immagine astratta che restituisce, esplorando le potenzialità del linguaggio visivo come possibilità di un incontro tangibile. Le opere esposte rappresentano un paesaggio interiore, un territorio aperto dove la speranza non viene enunciata, ma affiora come ritmo e movimento per farsi mappa di destini.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 16 luglio 2026.

C’è un’arte che non si mostra: si rivela. Un’arte non chiede di essere capita, ma di essere incontrata. Un’arte non offre risposte, ma apre, con delicatezza e forza, un’intercapedine in cui qualcosa di essenziale torna a respirare. È in questo interstizio che la speranza abita, non come promessa, ma come possibilità di vedere ancora, di sentire ancora, di ritrovarsi ancora nell’unità di un riparo condiviso.
Questa mostra nasce da un’unica domanda, silenziosa: cosa rimane quando il gesto si compie e il silenzio riprende il suo posto?
Arte visiva e danza si incontrano e si riconoscono, l’artista e il danzatore rinunciano all’intenzione per aprirsi all’intuizione. Come i bambini giocano con le cose mentre le cose giocano con loro, così, senza misurare il passo né calcolare il segno, la danza attraversa i movimenti e riscopre i ricordi. Ogni performance diventa un atto di consacrazione in cui la coscienza si accorda armoniosamente con l’inconscio, aprendo uno spazio in cui l’artista, l’opera e il gesto diventano una cosa sola.
L’astrazione nelle opere di Casanova Sorolla, il gesto pittorico che lo guida, non parte dalle mani, né dalla mente, ma dall’ombra di ciò che resta di un canto, dall’eco dell’animo umano. La trazione e la contrazione di questa energia invisibile si depositano sulla tela come traccia di un mondo interiore che non si lascia definire, si lascia sentire. In ogni segno, in ogni campitura di colore, c’è la testimonianza silenziosa di qualcosa che deve essere detto quando le parole mancano.
Chi entra in questo spazio è invitato a ricevere, a permettere che la forma dell’istinto e del sentimento raggiunga qualcosa che già esiste, silenzioso, nell’ombra di sé stessi. Opera e fruitore, danzatore e pubblico: specchio e vetrina di un dialogo che precede ogni parola. Un dialogo che, nel momento in cui accade, si trasforma nella più tangibile delle speranze.

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