locandina mostra Live Transmission

Morgan O’Hara

a cura di Gianluca Belloni e Tan Cheng

3-25 maggio 2024
da martedì a sabato con orario 10:00-13:00 e 14:00-18:00
Inaugurazione: venerdì 3 maggio ore 18:00

VEDE ATTRAVERSO I MURI

Nel lessico della forma architettonica, il muro serve a differenziare lo spazio, stabilendo e mantenendo distinzioni tra attività disparate. Nella psicogeografia dell’attività umana, il muro rappresenta una barriera fisica o immaginativa. Sbattere contro il muro significa raggiungere un vicolo cieco; il movimento è arrestato. È quindi un delizioso paradosso che le LIVE TRANSMISSIONS di Morgan O’Hara, disegni/performance che attestano una dissoluzione dello spazio tra osservatore e osservato, tra analisi e azione, attraverso una forma di movimento all’unisono, debbano fornire materiale di partenza per l’opera di questo artista. comandare i disegni murali.
Le TRASMISSIONI DAL VIVO registrano il movimento delle matite che O’Hara brandisce mentre i suoi occhi seguono le funzioni motorie del suo soggetto. Il gesto rispecchia il gesto. Che si tratti di camminare, parlare, giocare, competere, cucinare, comporre, fabbricare, assemblare o esporre, il suo soggetto si esibisce in virtù dell’esame accurato di O’Hara. Il disegno registra il suo assorbimento in questa coreografia complessa ma fugace e spesso involontaria di muscoli e ossa. Non un semplice esercizio, questa pratica ha una profonda dimensione spirituale. “Il dualismo è limitante”. O’Hara afferma. “Il concetto del sé e dell’altro è in parte un’invenzione e ci mantiene fortemente limitati”.
Accadono cose interessanti quando O’Hara adatta uno di questi disegni intimi e tattili a un contesto architettonico. Lo ha fatto per un periodo di ventitré anni. Non fa un ingrandimento letterale; l’opera del muro “è una traduzione, non una traslitterazione”, diretta da nuove contingenze. 2 Il più urgente di questi è la leggibilità, per la quale la scala del disegno viene adattata alle dimensioni del muro e le sue linee brulicanti e guizzanti vengono rielaborate come forme dai contorni netti in colori piatti e contrastanti, spesso bianco e nero.
Il disegno consente sia all’artista che allo spettatore di vedere ciò che normalmente potrebbe passare inosservato. Come registrazione dell’intersezione di due volontà umane concentrate, le TRASMISSIONI DAL VIVO rendono visibile non ciò che si vede, ma ciò che si percepisce. Nei disegni murali di O’Hara, i suoi gesti – e quelli dei suoi soggetti – escono dalla pagina in cui erano stati rinchiusi e tornano nel regno degli esseri che vivono, si muovono, respirano, interagiscono e si esibiscono.
Per questa artista, il cui metodo è affrontare la mischia dell’attività umana a testa alta e fissarla nel suo sguardo, la più grande ironia delle sue opere murali è procedurale: “Mentre le faccio, do le spalle alla vita, quindi per parlare.” Con la sua accresciuta consapevolezza delle energie incarnate dei suoi soggetti che la guidano, si fa beffe della funzione del muro divisorio e compartimentalizzante, prendendo le sue indicazioni di isolamento spirituale per una tabula rasa su cui inscrive una metafora della sua obsolescenza.

STEFANO MAINE

Artista, critico, curatore, insegnante.

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