EMILIANO BAZZANELLA

A cura di Giulia Cacciola

Inaugurazione: sabato 12 giugno, ore 17.30
Aperto dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Chiuso alla domenica e lunedì
Fino a martedì 13 luglio

In Frying, l’artista mette in comunicazione tramite la tecnica della frittura, aspetti differenti della vita e dell’arte contemporanea. All’interno dello spazio espositivo, l’artista innesca una riflessione sulla società, che basata ormai quasi completamente su un consumismo forsennato, coinvolge necessariamente anche fenomeni estetici ed artistici.

L’intera esposizione ruota intorno alla dicotomia tra la frittura – come rappresentazione della gastronomia – e l’arte. Emiliano ha quindi ragionato su ciò che può essere universalmente riconosciuto come appetitoso e stravolgendo l’accezione del termine, ha creato un’illusione esplicitamente e volutamente provocatoria, capovolgendo l’utilizzo di una tecnica culinaria per attuare un rinnovamento dell’arte dal punto di vista tecnico e visivo che la renda più appetibile.

La frittura, però, rappresenta solo l’involucro dorato, materico, quanto effimero, di materiali ben precisi e che l’artista sceglie – non a caso – per la loro natura.

Frying è soprattutto frittura di plastica: cellulari, smartphone, mascherine chirurgiche e bottigliette d’acqua, tutti beni di uso quotidiano realizzati con materiale non biodegradabile, ottenuti per sintesi chimica. Non si tratta però di operare l’ennesimo riutilizzo estetico di oggetti esausti, quanto più di ricreare – in modo particolare con l’installazione Rain Landscape – un inquietante scenario futuro di un pianeta in cui i rifiuti sono i protagonisti.

È a questo punto che si pone il vero problema sull’alimentazione non estetica: in futuro che cosa mangeremo? Emiliano ha creato una risposta provocatoria, paradossale ma altrettanto lapidaria, se non ci sarà altro, l’unica alternativa sarà solo: plastica fritta.