Emiliano Bazzanella
6 settembre 2019 ore 18

Che cosa significa “misurare” nell’epoca delle tecnologie digitali? Si può parlare ancora di distanze spazio-temporali così come si faceva nel XX° secolo? In un’epoca in cui predomina il discorso della scienza, non corriamo forse il rischio di una nuova quantizzazione globale, a partire dalla natura per finire poi con il singolo individuo? La “misura” tranquillizza un uomo contemporaneo sempre maggiormente vittima di paure più o meno apparenti; ma essa, colta nei suoi due versanti – quello oggettivo o quello soggettivo – rischia lo snaturamento, diventando di conseguenza un mero strumento di controllo e di potere sugli uomini e sulle cose. Uno degli scopi di Size II è allora quello di destabilizzare l’aspetto strumentale della misura per recuperare quello puramente relazionale, ossia pervenire all’idea che “misurare è interagire” senza alcun privilegio per una supposta parte soggettiva e una parte oggettiva. SIZE II costituisce il prosieguo di un progetto nato nel 2005 nel pieno dello sviluppo delle tecnologie digitali. Si svolse allora allo Trevi Flash Art Museum a Trevi (PG). Si trattava allora di valutare a livello estetico come fossero cambiati il concetto di “distanza” e l’idea stessa di “prospettiva” in un mondo in cui si stavano diffondendo rapidamente le tecnologie digitali. La “misurazione” perfetta, assoluta, universale di fatto non esiste, ma costituisce semmai un fantasma dello spirito o un’illusione dell’uomo. L’imperfezione è ciò che connota ogni forma di rapporto in cui si incontrano delle entità eterogenee, cosicché la misura in se stessa, in quanto tale, si presenta sempre fallimentare, come fosse una sorta di inceppamento. L’idea di una misura perfetta è così un miraggio propriamente umano che talora si trasforma in patologia. Il progetto di articola nelle seguenti sezioni:

a. performance The Man is Measure of all Things (riproduzione video): l’immagine dell’artista viene proiettata in varie posizioni su uno scheletro mentre si pesa alla bilancia;

b. performance Meters Hank: l’artista viene avvolto da una matassa di metri flessibili che lo feriscono e lo inducono a trascinarsi con fatica lungo le calli di Venezia (06/09/2019);

c. paintings Is Man the measure of all thing?: monocromi neri e bianchi con “centimetri” gialli e multicolori così posizionati da trasformarsi in un elemento decorativo e orientaleggiante. Il posizionamento dei centimetri è volutamente irregolare, sì da rappresentare l’impossibilità di una misurazione precisa ed assoluta.

d. installationThe Balance: una bilancia meccanica viene collocata sullo sfondo di una sala con i suoi contrappesi di piombo e del denaro cartaceo. Per raggiungere la bilancia tuttavia e prendere il denaro viene allestito una sorta di labirinto di metri metallici sollevati 20 cm da terra, nonché altrettanti appesi al soffitto ad altezze diverse in modo da simulare una sorta di “giungla della misura”.